Portale dedicato ai Tuaregh

Uno degli ambienti naturali più ostili all’insediamento umano è senza dubbio il Deserto. Non sembra possibile che nelle grandi distese sabbiose o sui tavolati bruciati dal sole possano vivere comunità umano; eppure nel cuore del deserto del Sahara da centinaia e centinaia di anni il popolo dei Tuaregh conduce fa sua esistenza quotidiana.

I Tuaregh appartengono ai popoli che formano il gruppo berbero, ma la sua origine non è stata ancora stabilita con precisione dagli studiosi. Probabilmente già i Romani in epoca antica si scontrarono con queste popolazioni che forse proprio da quel momento cominciarono ad essere ricacciate verso l’interno del deserto africano. Per centinaia di anni i Tuaregh hanno svolto un’attività instabile di commercio ed anche di rapina sulle strade carovaniere del deserto. Alti sui loro dromedari rappresentarono per i mercanti un pericolo continuo con le loro scorrerie, ed il pericolo era ingrandito dalle leggende di cui questo popolo misterioso era circondato.Dove vivono i Tuaregh, mappa geografica
In definitiva anche essi però erano commercianti e con i loro viaggi, lunghi a volte più di mille chilometri, soprattutto quando trasportavano il sale, stabilivano contatti tra popolazioni
differenti. La città di Timbuctù, che divenne uno dei centri commerciali più famosi e importanti, fu fondata proprio dai Tuaregh.

Oggi questa funzione non è più così importante come un tempo: gli aeroplani e i camion hanno sostituito le carovane anche nei deserti. Il sale, che rappresentava il più importante articolo del commercio, arriva attraverso le vie fluviali e il viaggio che i Tuaregh dell’Hoggar compiono ogni anno per portarlo nei paesi del Sudan percorrendo più di 1.000 Km risponde ormai più alla necessità di restare fedeli ad una tradizione che ad esigenze economiche.
Le abitudini di vita dei Tuaregh non sono molto cambiate dai tempi antichi perché questo popolo è sempre stato geloso delle sue tradizioni ed ha cercato di conservarle sfuggendo per quanto possibile i contatti con le altre civiltà.

Tuaregh su un dromedarioAnche la conversione all’islam, avvenuta alcuni secoli fa, non è riuscita a eliminare dei tutto abitudini e tradizioni che risalgono ad epoche ancora più remote. Proprio per questo i Tuaregh hanno usi e sistemi di .vita assai differenti dagli altri popoli islamizzati. La prova più evidente di ciò è data dalla posizione della donna nella società dei Tuaregh. Qui essa svolge un ruolo di particolare importanza e gode di grande considerazione. La donna è depositaria della cultura antica; è lei che ricorda le tradizioni, i miti, le leggende e le trasmette ai figli che provvede ad educare direttamente. Inoltre conosce l’antica lingua e sa interpretare il tifinagh, la scrittura degli antichi Tuaregh.

Gode di una grande libertà e può facilmente divorziare dal marito, anche se in genere nella società dei Tuaregh si riesce ad evitare a separazione della famiglia.
L’importanza della donna è accresciuta dal fatto che la discendenza delle grandi famiglie è calcolata in base alla linea femminile. La società dei Tuaregh infatti è matrilineare e secondo il detto “il ventre cobra il figlio” i bambini appartengono alla tribù e alla classe sociale della madre anziché a quella del padre.

A differenza delle musulmane le donne Tuaregh hanno il viso sempre scoperto, mentre fra i Tuaregh sono gli uomini che lo hanno sempre coperto da una larga fascia colorata avvolta intorno al capo. Non si sa con precisione quale possa essere lo scopo di questa abitudine: potrebbe servire per riparo dal vento del deserto, ma allora non si spiegherebbe perché le donne non lo portino. Probabilmente l’uso di velarsi il viso risponde a qualche prescrizione magica o rituale, tanto più che il velo non viene tolto nemmeno durante i pasti e di notte. L’abbigliamento ha senza dubbio la funzione di riparare dal gran caldo. I vestiti sono molto ampi in modo da permettere la circolazione dell’aria e difendere nello stesso tempo dalla secchezza del vento, dalla sabbia e dal sole. Gli indumenti sono preparati in lana, che è un materiale isolante.

Volto coperto di un tuareghLa famiglia è di tipo monogamico; anche in questo quindi gli usi dei Tuaregh differiscono da quelli dei popoli di religione musulmana che di regola sono poligamici. Gruppi di famiglie imparentate fra loro costituiscono una grande famiglia che si fa risalire ad un unico capostipite. Mentre nella grande famiglia quella che conta è la discendenza in linea femminile, nella piccola famiglia esiste anche la discendenza patrilineare.

L’organizzazione dei Tuaregh si basa sulla divisione in tre classi sociali: i nobili, i vassalli e i servi. Le tribù nobili, che una volta si dedicavano al commercio e soprattutto alla guerra, oggi si dedicano esclusivamente all’allevamento dei dromedari, ritenendo ogni altra attività indegna di loro. Allo stesso modo si comportano le tribù vassalle, che tuttavia sono disprezzate dai nobili perché ritenute di razza non pura. I lavori di artigianato vengono svolti dai servi, che si occupano anche dell’allevamento delle pecore e delle capre e della coltivazione della terra. I servi, che una volta erano tenuti nella condizione di schiavi, non sono di origine berbera ma nera, sono i discendenti dei neri vinti in battaglia che si sono mescolati ai Tuaregh.

Una posizione particolare hanno fabbri, che sono tutti neri; essi sono circondati da un eccezionale rispetto. I Tuaregh infatti ritengono che per lavorare il ferro gli artigiani neri usino la magia e perciò li temono. A capo della tribù c’è un sovrano che ha poteri simili a quelli che aveva un principe al tempo del feudalesimo.

© Riproduzione riservata